Hans-Georg Gadamer | Filosofo Tedesco

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“La cultura implica un senso di misura e di distacco da se stessi, e di conseguenza un innalzamento al di sopra di sé verso l’universalità.” – Hans-Georg Gadamer

Hans-George Gamader – Biografia

Hans-Georg Gadamer, filosofo tedesco, nacque a Marburgo l’11 febbraio 1900. Studiò prima all’università di Breslavia e poi a quella di Marburgo nella quale conseguì il dottorato di ricerca con una tesi su << L’essenza del piacere nei dialoghi di Platone>>.

Nel 1929 ottenne la libera docenza, diventando dieci anni più tardi, professore ordinario ed infine rettore dell’Università di Lipsia. Fu una delle figure più influenti della vita universitaria, insegnò difatti anche all’Università di Francoforte prendendo la cattedra fino al 1970. Morì il 13 marzo 2002, all’età di 102 anni.

L’ermeneutica di Hans-Georg Gadamer

Gadamer è considerato uno dei maggiori esponenti dell’ermeneutica filosofica. Tradizionalmente con ermeneutica (dal greco ἑρμηνευτική (τέχνη), in alfabeto latino hermeneutikè (téchne) ), si intende l’arte della interpretazione, traduzione, spiegazione e comprensione.

In passato il termine ermeneutica è stato considerato sinonimo di esegesi ovvero l’interpretazione critica dei testi, finalizzata alla comprensione del loro significato; oggi invece l’ermeneutica vuole capire il significato che quello stesso testo ha attualmente per i lettori che fanno parte di un contesto storico diverso da quello dell’autore. In passato dunque era considerata una tecnica ausiliaria nei confronti della teologia, filologia, giurisprudenza, poi nell’età romantica, comincia a cambiare fisionomia per assumere il ruolo di comprendere non solo il testo ma anche la mentalità dell’autore.

Uno dei problemi fondamentali dell’ermeneutica resta quello di dare oggettività all’interpretazione data ed è in questo senso che è fondamentale il contributo di Gadamer, il quale suggerisce che classificare l’ermeneutica come metodo filosofico è parzialmente corretto, secondo lui infatti è possibile anche procedere secondo un approccio ontologico (studio dell’essere in quanto tale).

Doveroso in questo caso citare una delle sue opere maggiori grazie alla quale è possibile capire al meglio il suo pensiero.

La sua opera più significativa riguardo l’ermeneutica filosofica è intitolata Verità e Metodo.

Verità e Metodo di Hans-Georg Gadamer

L’ermeneutica, ci ricorda Hans-Georg Gadamer, non è una semplice tecnica interpretativa ma è il movimento fondamentale dell’esistenza nella sua finitezza e storicità che abbraccia l’intera esistenza umana.

L’autore intende mostrare che accadono esperienze di verità anche al di fuori dei metodi delle varie scienze e che quando un attore sociale fa esperienza, bisogna intendere non un rispecchiamento oggettivo e distaccato dall’oggetto bensì un essere toccati e modificati.

Hans-Georg Gadamer ci dice che sono tre gli ambiti in cui è possibile fare esperienza extrametodica, aldilà del metodo scientifico, possiamo dunque distinguere arte, storia e linguaggio.

L’esperienza dell’Arte è dominata dalla soggettività infatti la verità che emerge dall’opera d’arte non è una verità oggettiva (tipica delle scienze) ma una verità che tocca il soggetto e lo modifica.

L’esperienza dell’arte è inoltre dominata da quella che l’autore chiama differenziazione estetica ossia una separazione dell’opera dal suo contesto originario quindi da tutte le funzioni religiose o profane che in essa vi si assolveva e traeva significato.

Dall’incontro con l’opera d’arte è possibile comprendere se stessi, possiamo parlare quindi di auto-comprensione in quanto l’arte è conoscenza e secondo l’autore questo è importante perché l’esperienza con l’opera d’arte ci rende partecipi di tale conoscenza.

Hans-Georg Gadamer inoltre accosta l’arte al gioco, individuandone delle analogie: il gioco vanta un primato sui giocatori così come l’arte ha un primato verso i suoi attori: l’artista che lo produce, i suoi interpreti, ad esempio una volta composto l’Infinito di Leopardi, è molto più grande di Leopardi stesso.

Ogni gioco produce una forma compiuta così anche l’arte produce una trasmutazione: nulla avviene a caso e tutto trova un senso. Infine, l’essere del gioco consiste nel suo essere giocato: così come il gioco vive per le sue partite, così l’arte vive con le sue interpretazioni.

Sono due i modi attraverso il quale è possibile interpretare un’opera proveniente dal passato: per Gadamer la Storia è qualcosa di vivo che continua a parlare, per cui comprendere il passato significa inserirsi nel vivo del processo storico che lo trasmette fino a noi.

L’interpretazione dunque può avvenire secondo due modelli: il modello della ricostruzione ovvero ricostruire il mondo originario dell’opera d’arte quindi la sua psicologia, il suo mondo sociale e storico tuttavia, secondo l’autore, la vita ricostruita non sarà mai come quella originale in quanto un’opera del passato ci arriva già ricca di significati ed interpretazioni (storia degli effetti).

Il secondo modello è il modello dell’integrazione, ovvero una mediazione operata dal cosiddetto orizzonte del passato (da cui proviene l’opera d’arte) e l’orizzonte del presente (in cui l’opera viene interpretata), questo da origine ad una fusione degli orizzonti che consiste nell’attualizzare l’opera d’arte nel presente.

Per Gadamer quindi l’interpretazione è essenzialmente un’opera linguistica, da qui l’importanza del Linguaggio secondo il quale quest’ultimo è il medium che permette la comunicazione tra l’artista e l’interprete. Esso è lo strumento che permette la fusione degli orizzonti, il luogo in cui l’essere e le cose si danno all’uomo; da qui l’affermazione << L’essere che può venir compreso è linguaggio>>.

Gadamer conclude dicendo che il linguaggio è il luogo nel quale l’uomo si rapporta con i significati del mondo, il luogo solo entro il quale l’esperienza della comprensione e dell’eventuale verità può giocare ed essere portata alla luce.

Opere di e su Hans-Georg Gadamer

  • La dialettica di Hegel, tr. it. di R. Dottori, Marietti, Genova 1966;
  • Il problema della coscienza storica, a cura di V. Verra, Guida, Napoli 1969/1974;
  • Ermeneutica e metodica universale, tr. it. di Umberto Margiotta, Marietti, Genova 1973;
  • Ermeneutica e critica dell’ideologia, tr. it. di G. Tron, a cura di G. Ripanti, Queriniana, Brescia 1979;
  • Maestri e compagni nel cammino del pensiero. Uno sguardo retrospettivo, Queriniana, Brescia 1980;
  • Verità e Metodo tr. it. di G. Vattimo, Bompiani, Milano 1983;
  • Studi platonici, 2 voll., tr. it. di G. Moretto, Marietti, Casale Monferrato, Genova 1983-1984;
  • L’attualità del bello, tr. it. di R. Dottori e L. Bottani, Marietti, Genova 1986;
  • Elogio della teoria. Discorsi e saggi, tr. it. di F. Volpi, Guerini e Associati, Milano 1989;
  • Dove si nasconde la salute, tr. it. di M. Donati e M.E. Ponzo, intr. Di A. Grieco e V. Lingiardi, Cortina, Milano 1994;
  • Il movimento fenomenologico, tr. it. di C. Sinigaglia, Laterza, Roma – Bari 1994;
  • Verità e metodo 2, tr. it di R. Dottori, Bompiani, Milano 1996;
  • La ragione nell’età della scienza, tr. it. di A. Fabris, introduzione di G. Vattimo, il Melangolo, Genova 1999;
  • La responsabilità del pensare. Saggi ermeneutici, tr. it. di R. Dottori, presentazione di G. Reale, Vita e pensiero, Milano 2002;
  • L’ultimo Dio. Un dialogo filosofico con Riccardo Dottori, Maltemi editore, Roma, 2002;
  • Linguaggio, tr. it. di D. Di Cesare, Laterza, Roma – Bari 2005.
  • F. Bianco, Introduzione all’ermeneutica, Laterza, Roma – Bari 1998/2002;
  • D. Di Cesare, Gadamer, Il Mulino, Bologna 2007;
  • M. Ferraris, Storia dell’ermeneutica, Bompiani, Milano 1988;
  • G. Figal, La filosofia di Gadamer. Ermeneutica come filosofia della mediazione, in «Iride», 2, 2000, pp. 305–312;
  • J. Grondin, Gadamer. Una biografia, Bompiani, Milano, 2004;
  • O. Ottaviani, Esperienza e linguaggio. Ermeneutica e ontologia in Hans-Georg Gadamer, Carocci, Roma 2010;
  • G. Ripanti, Gadamer, Cittadella Editrice, Assisi 1978;
  • M. Ruggenini-G. Pattaro, Ermeneutica, in AA.VV., Gli strumenti del sapere contemporaneo, UTET, Torino 1985, vol. II, pp. 264–270;
  • W. Salman, Gadamer e i teologi. Intorno alla teoria della storia degli effetti (Wirkungsgeschichte), UUP, Città del Vaticano 2012;
  • A. Tigano, Autobiografia e tradizione in H.G. Gadamer. La questione dell’esserci nella postmodernità, Sciascia, Caltanissetta – Roma 2009, pp. 183;
  • P. Della Pelle, La dimensione ontologica dell’etica in Hans-Georg Gadamer, FrancoAngeli, Milano 2013;
  • P. F. Stagi, Ermeneutica e religione. La storia e il futuro dell’ermeneutica contemporanea, Stamen University Press, Roma, 2013.
  • P. Della Pelle, La filosofia di Platone nell’interpretazione di Hans-Georg Gadamer, Vita e Pensiero, Milano 2014;
  • A. Franco, Immagine, senso, ermeneutica, Guida editori, Napoli, 2000.

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Pamela Panaggio nasce a Benevento l’11 settembre 1995 da genitori campani. Dopo il diploma, conseguito al Liceo Artistico di Benevento, sebbene lontani dagli studi artistici, matura dentro di sè l’interesse per la Criminologia e le Scienze Sociali difatti conseguirà presso l’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, la laurea in Sociologia e Criminologia. Ad oggi continua i suoi studi magistrali presso la facoltà di Ricerca Sociale, Politiche della Sicurezza e Criminalità. Nel corso della carriera universitaria svolge il tirocinio presso la Casa Circondariale di Benevento, esperienza che accrescerà l’interesse riguardo tematiche inerenti alla giustizia, alla detenzione e al sistema penale italiano. Ragazza dinamica, creativa e determinata affronta in maniera analitica e razionale tutte le sfaccettature che la vita le presenta.