All’inizio degli anni ’70, Philip Zimbardo e il suo team della Stanford University intrapresero uno studio volto a indagare fino a che punto il contesto sociale e i ruoli assegnati potessero influenzare il comportamento umano. L’idea era semplice ma ambiziosa: creare una prigione simulata e osservare come studenti universitari, persone apparentemente normali, avrebbero reagito se divisi in guardie e prigionieri. Lo studio, noto come Stanford Prison Experiment, rappresenta ancora oggi un caso paradigmatico nella psicologia sociale, evidenziando quanto le dinamiche di potere e le strutture sociali possano modellare sia il comportamento che la percezione di sé. I partecipanti furono reclutati tramite annunci universitari e ricevettero un compenso per la partecipazione. Tra i volontari, Zimbardo selezionò solo quelli psicologicamente sani e Leggi di Più
