L’uso retorico della cultura e delle informazioni

Uso retorico delle informazioni

Un uso persino cinico, comunque strumentale, delle informazioni, degli ideali, delle nozioni e in definitiva della cultura, è noto fin dall’antichità. Nelle regole della retorica, la prima componente era l’inventio, cioé trovare gli argomenti con cui convincere. Dopo migliaia d’anni, anche dopo che abbiamo raggiunto alti valori moderni nelle costituzioni e nelle leggi, e ci dichiariamo propensi con i sentimenti, le emozioni e il ragionamento, a seguirli, in realtà nascondiamo, chi più chi meno, la volontà anche in modo inconscio di volere la ragione a scapito di qualsiasi principio. Per persuadere ed ottenere riconoscimento, stima, obbedienza, la ricerca degli argomenti puo’ raggiungere l’obiettivo di utilizzare qualsiasi informazione per raggiungere lo scopo di vincere nell’argomentare, ottenendo ciò che vi vuole dagli altri: Leggi di Più

Pro studentibus – Un laureato non nasce dal nulla

studente

Ora che sono laureato, arrivano elogi, auguri, stima e, anche se è fuori luogo data la mia età, anche ‘fastidi’ nella testa di qualcuno. Ma un dottore non nasce il giorno della laurea, quando si discute in in giorno importante la propria tesi. Il laureato è, in nuce, già quella persona che si informa sul sito Web dell’Università, della propria facoltà, è quel giovane che va a lezione prendendo appunti, che passa il tempo a studiare anche discipline che detesta pur di poter appassionarsi ed essere preparato in quelle che ama. Ho notato in questi anni che la qualifica di studente universitario non gode di nessuna considerazione particolare; si è studenti spremuti dalle tasse, dagli editori dei libri, sottoposti a Leggi di Più

La nostra esistenza e le rivoluzioni di Kuhn

esistenza

” La scienza, secondo Kuhn, non avanza lungo un percorso lineare e per successive approssimazioni alla verità, ma è caratterizzata da veri propri ‘salti’ e da profonde discontinuità, le rivoluzioni. Queste discontinuità vengono a interrompere periodi di quiete, durante i quali viene praticata quella che Kuhn chiama la ‘scienza normale’. […] A questo ultimo risultato, Kuhn dà il nome di paradigma; l’astronomia tolemaica, l’astronomia copernicana, la fisica newtoniana e la teoria evolutiva darwiniana sono alcuni esempi di paradigmi nell’ambito della storia della scienza, per il modo in cui sono stati in grado di guidare l’attività di ricerca in un certo settore per lunghi periodi. ” – M. Bucchi, Scienza e Società, Raffaello Cortina Editore. Ciò che voglio creare, introducendo i Leggi di Più

Il lavoratore dell’Ottocento e le casalinghe

casalinga

Leggendo, un dato numerico ha colpito la mia immaginazione e insieme mi ha fatto riflettere: nell’800, come prevedibile in base a quello che già sapevamo, la giornata lavorativa media era costituita da 84 ore di lavoro settimanali. Se paragoniamo questa somma di ore a quella odierno, vediamo che anche chi è massimamente impegnato nella propria attività lavorativa, dispone di un’enormità di tempo libero in più dell’uomo del popolo di due secoli fa. Parliamo di 6-8 ore in più di lavoro al giorno, praticamente quei poveri uomini dei nostri antenati, ma non i nobili né il clero, avevano solo il tempo di mangiare e dormire (poco). Se aggiungiamo che i divertimenti che offriva un piccolo centro di provincia, un villaggio, all’uomo Leggi di Più

Individui programmati dalla società

individui programmati

Ognuno di noi, in cuor suo, si sente padrone di se stesso. Nel pensare, ci poniamo come individui giudicanti la società. Il nostro ego, è fieramente determinante del suo pensare, per noi stessi. Mai ci porremmo in mente che siamo programmati. Si, programmati dalla società in cui viviamo, come delle macchine. Anche i nostri sentimenti, è previsto che si accendano in base a determinati stimoli, per un certo tempo, in una certa maniera. Basti pensare ai fattori di socializzazione: la scuola, la famiglia, sono variabili determinate dalla società che li plasma. Esse per prime ci spingono ad essere in una modo che è figlio del loro essere. Il discorso continua con i mass-media, con le istituzioni le cui leggi, i cui Leggi di Più

La guerra tra poveri, eterna presenza

poveri

Pier Paolo Pasolini, in una famosa poesia del 1968, se la prendeva con chi protestava a Valle Giulia, perché a suo giudizio chi era povero, i veri poveri, erano i celerini, i poliziotti vittime degli scontri, e non i figli dei borghesi, loro cresciuti senza le preoccupazioni di dover mangiare con il proprio lavoro, pur avendo ragione nel protestare. Oggi, con un carabiniere ferito in prognosi riservata, che lotta per la vita per il colpo ricevuto da Luigi Preiti, un solitario disperato della vita, che voleva colpire a morte i massimi esponenti del governo a Palazzo Chigi, mi sento di dire: rassegniamoci. Rassegniamoci, perché in tempo di crisi saranno sempre gli innocenti, i più deboli, o i non forti, a Leggi di Più

Il sistema occidentale e la comunicazione di massa

Sistema occidentale

Nella fase storica attuale possiamo considerare acquisita la conoscenza sul sistema di produzione economico-culturale occidentale come connubio storicamente egemone, a livello globale, tra deontologie professionali leggere ed deideologizzate, come quella giornalistica, una sinergia di alta tecnologia, che plasma e non soltanto assiste il lavoro umano e i suoi derivati, e un sistema di produzione, a base capitalistica di investimento, con cicli a tempi elevati e serrati di gestione delle risorse produttive umane (lavoro) e materiali (materie prime, patrimonio naturale ed artistico). Al di là delle crisi fortissime che sta attraversando non solo sul piano dell’analisi progettuale storica di lungo termine, escatologica, ma su quello, evidente, della cronaca internazionale quotidiana, questo sistema, a modello capitalistico statunitense, perpetua una incentivazione delle preferenze Leggi di Più

Pasolini e il consumismo – riflessioni attuali

Pasolini e il consumismo - Sociologi Famosi .IT

Pier Paolo Pasolini non è stato solo un intellettuale profondo e sensibile, ma è stato un profeta laico: egli ha saputo fondere intuizioni e cultura di rango elevato per mostrarci la vera rivoluzione antropologica, culturale che vi è stata in Italia. Più che il fascismo, poté il consumismo: sono stati lo sviluppo economico rapido pieno di contraddizioni e l’avvento della televisione ad omologare gli italiani verso un edonismo di massa, la ricerca del piacere a tutti i costi, privi di legami con la tradizione e catapultati verso un universo di valori non sentiti e discussi profondamente. Ciò che lega gli italiani oggi, è la ricerca di quei sogni che la pubblicità e le dinamiche mediatiche installano, come software, nelle menti Leggi di Più