In questi anni di affermazione tecnica, scientifica e tecnologica, si assiste ad un generale tentativo di accantonare gli strumenti antichi e in realtà mai tanto attuali dell’eloquenza, della retorica e della comunicazione come persuasione. Si assiste ad una analisi degli elementi comunicativi che li vuole essenzialmente buoni per il cinema, per l’intrattenimento, per il teatro, per uno studio, ormai obsoleto per la società, della poesia, si concede, attuali solo per alimentare il sistema consumistico tramite slogans a targets mirati e campagne sui mass-media propagandistiche e volutamente vuote di implicazioni non strettamente pubblicitarie. Dobbiamo fugare i dubbi: le parole, la parola hanno una forza che trascende ambiti limitati, in cui si vorrebbero relegare le possibilità comunicative orali. Anzi, a dirla tutta, Leggi di Più
