La nostra esistenza e le rivoluzioni di Kuhn

esistenza

” La scienza, secondo Kuhn, non avanza lungo un percorso lineare e per successive approssimazioni alla verità, ma è caratterizzata da veri propri ‘salti’ e da profonde discontinuità, le rivoluzioni. Queste discontinuità vengono a interrompere periodi di quiete, durante i quali viene praticata quella che Kuhn chiama la ‘scienza normale’. […] A questo ultimo risultato, Kuhn dà il nome di paradigma; l’astronomia tolemaica, l’astronomia copernicana, la fisica newtoniana e la teoria evolutiva darwiniana sono alcuni esempi di paradigmi nell’ambito della storia della scienza, per il modo in cui sono stati in grado di guidare l’attività di ricerca in un certo settore per lunghi periodi. ” – M. Bucchi, Scienza e Società, Raffaello Cortina Editore. Ciò che voglio creare, introducendo i Leggi di Più

La liquefazione della sfera intima nell’era della tecnologia

liquefazione sfera intima

C’era un tempo in cui l’individuo e la sua identità erano privati di ogni forma di autonomia, minacciati dal peso incombente della collettività di cui si era parte.Un individuo di cui emergeva esclusivamente la sfera pubblica, a cui non era consentito percepire bisogni esclusivi e differenti rispetto all’ aggregato di cui faceva parte. Un soggetto che neppure poteva essere definitivo tale, privo di identità, a cui era richiesto un adattamento ed una assimilazione totali al gruppo sociale di appartenenza. Con il tempo, con l’affermazione dell’individualismo, i singoli soggetti hanno conquistato la propria autonomia, riuscendo a percepire sé stessi, come un qualcosa di differente rispetto agli altri. Macchine pensanti, con capacità decisionali, con competenze specifiche, con idee formulate attraverso un percorso Leggi di Più

La categorizzazione sociale come strategia di sopravvivenza

individualismo

C’era un tempo in cui l’individuo e la sua identità erano privati di ogni forma di autonomia, minacciati dal peso incombente della collettività di cui si era parte.Un individuo di cui emergeva esclusivamente la sfera pubblica, a cui non era consentito percepire bisogni esclusivi e differenti rispetto all’ aggregato di cui faceva parte. Un soggetto che neppure poteva essere definitivo tale, privo di identità, a cui era richiesto un adattamento ed una assimilazione totali al gruppo sociale di appartenenza. Con il tempo, con l’affermazione dell’individualismo, i singoli soggetti hanno conquistato la propria autonomia, riuscendo a percepire sé stessi, come un qualcosa di differente rispetto agli altri. Macchine pensanti, con capacità decisionali, con competenze specifiche, con idee formulate attraverso un percorso Leggi di Più

Il lavoratore dell’Ottocento e le casalinghe

casalinga

Leggendo, un dato numerico ha colpito la mia immaginazione e insieme mi ha fatto riflettere: nell’800, come prevedibile in base a quello che già sapevamo, la giornata lavorativa media era costituita da 84 ore di lavoro settimanali. Se paragoniamo questa somma di ore a quella odierno, vediamo che anche chi è massimamente impegnato nella propria attività lavorativa, dispone di un’enormità di tempo libero in più dell’uomo del popolo di due secoli fa. Parliamo di 6-8 ore in più di lavoro al giorno, praticamente quei poveri uomini dei nostri antenati, ma non i nobili né il clero, avevano solo il tempo di mangiare e dormire (poco). Se aggiungiamo che i divertimenti che offriva un piccolo centro di provincia, un villaggio, all’uomo Leggi di Più

Individui programmati dalla società

individui programmati

Ognuno di noi, in cuor suo, si sente padrone di se stesso. Nel pensare, ci poniamo come individui giudicanti la società. Il nostro ego, è fieramente determinante del suo pensare, per noi stessi. Mai ci porremmo in mente che siamo programmati. Si, programmati dalla società in cui viviamo, come delle macchine. Anche i nostri sentimenti, è previsto che si accendano in base a determinati stimoli, per un certo tempo, in una certa maniera. Basti pensare ai fattori di socializzazione: la scuola, la famiglia, sono variabili determinate dalla società che li plasma. Esse per prime ci spingono ad essere in una modo che è figlio del loro essere. Il discorso continua con i mass-media, con le istituzioni le cui leggi, i cui Leggi di Più

La guerra tra poveri, eterna presenza

poveri

Pier Paolo Pasolini, in una famosa poesia del 1968, se la prendeva con chi protestava a Valle Giulia, perché a suo giudizio chi era povero, i veri poveri, erano i celerini, i poliziotti vittime degli scontri, e non i figli dei borghesi, loro cresciuti senza le preoccupazioni di dover mangiare con il proprio lavoro, pur avendo ragione nel protestare. Oggi, con un carabiniere ferito in prognosi riservata, che lotta per la vita per il colpo ricevuto da Luigi Preiti, un solitario disperato della vita, che voleva colpire a morte i massimi esponenti del governo a Palazzo Chigi, mi sento di dire: rassegniamoci. Rassegniamoci, perché in tempo di crisi saranno sempre gli innocenti, i più deboli, o i non forti, a Leggi di Più

Società e liberi pensatori

Liberi pensatori

Bertrand Russell, quando passa ad analizzare il suo pensiero critico della religione, volge la sua attenzione sulla caratteristica che rende possibile essere oggettivi nel pensare ed elaborare una propria posizione su temi così delicati come la propria religione di partenza: essere liberi pensatori. Per essere liberi pensatori non servono una intelligenza fuori dall’ordinario, né una cultura straordinaria. E’ necessario piuttosto essere in grado di avere un atteggiamento critico sulle cose, sulle proprie stesse visioni del mondo o su quelle trasmessaci dalle istituzioni di socializzazione primaria come la scuola o la famiglia o dalla società intera tramite ad esempio i mass-media. Questo atteggiamento critico dovrebbe non accontentarsi del pensiero preconfezionato, già pronto per l’uso. Un pensiero pret-a-porter distrugge il libero pensatore Leggi di Più

Il sistema occidentale e la comunicazione di massa

Sistema occidentale

Nella fase storica attuale possiamo considerare acquisita la conoscenza sul sistema di produzione economico-culturale occidentale come connubio storicamente egemone, a livello globale, tra deontologie professionali leggere ed deideologizzate, come quella giornalistica, una sinergia di alta tecnologia, che plasma e non soltanto assiste il lavoro umano e i suoi derivati, e un sistema di produzione, a base capitalistica di investimento, con cicli a tempi elevati e serrati di gestione delle risorse produttive umane (lavoro) e materiali (materie prime, patrimonio naturale ed artistico). Al di là delle crisi fortissime che sta attraversando non solo sul piano dell’analisi progettuale storica di lungo termine, escatologica, ma su quello, evidente, della cronaca internazionale quotidiana, questo sistema, a modello capitalistico statunitense, perpetua una incentivazione delle preferenze Leggi di Più