La guerra tra poveri, eterna presenza

poveri

Pier Paolo Pasolini, in una famosa poesia del 1968, se la prendeva con chi protestava a Valle Giulia, perché a suo giudizio chi era povero, i veri poveri, erano i celerini, i poliziotti vittime degli scontri, e non i figli dei borghesi, loro cresciuti senza le preoccupazioni di dover mangiare con il proprio lavoro, pur avendo ragione nel protestare. Oggi, con un carabiniere ferito in prognosi riservata, che lotta per la vita per il colpo ricevuto da Luigi Preiti, un solitario disperato della vita, che voleva colpire a morte i massimi esponenti del governo a Palazzo Chigi, mi sento di dire: rassegniamoci. Rassegniamoci, perché in tempo di crisi saranno sempre gli innocenti, i più deboli, o i non forti, a Leggi di Più

Società e liberi pensatori

Liberi pensatori

Bertrand Russell, quando passa ad analizzare il suo pensiero critico della religione, volge la sua attenzione sulla caratteristica che rende possibile essere oggettivi nel pensare ed elaborare una propria posizione su temi così delicati come la propria religione di partenza: essere liberi pensatori. Per essere liberi pensatori non servono una intelligenza fuori dall’ordinario, né una cultura straordinaria. E’ necessario piuttosto essere in grado di avere un atteggiamento critico sulle cose, sulle proprie stesse visioni del mondo o su quelle trasmessaci dalle istituzioni di socializzazione primaria come la scuola o la famiglia o dalla società intera tramite ad esempio i mass-media. Questo atteggiamento critico dovrebbe non accontentarsi del pensiero preconfezionato, già pronto per l’uso. Un pensiero pret-a-porter distrugge il libero pensatore Leggi di Più

La manipolazione dei media: la lezione attribuita a Chomsky

La manipolazione dei media - Sociologi Famosi .IT

Analisi: la manipolazione dei media – Il linguista, intellettuale, e soprattutto libero pensatore, il non allineato Noam Chomsky, si è visto attribuire per anni un decalogo, per comprendere come i mezzi di comunicazione di massa manipolano nel tempo i pensieri, e la psiche delle persone. Questo avviene anche nel mondo occidentale, anche nella nostra presunta moderna Italia. Le menti raffinate che detengono il potere di scrivere e veicolare audiovisivi possono controllarci in una serie di modi, tutti riconducibili al decalogo attribuito a Chomsky. In realtà il grande linguista americano non ha elaborato veramente il decalogo, ma anche se alcune parti di esso sono riportabili a lui, la bontà dell’intero discorso è tale da meritare attenzione per comprendere come i media manipolino Leggi di Più

Il sistema occidentale e la comunicazione di massa

Sistema occidentale

Nella fase storica attuale possiamo considerare acquisita la conoscenza sul sistema di produzione economico-culturale occidentale come connubio storicamente egemone, a livello globale, tra deontologie professionali leggere ed deideologizzate, come quella giornalistica, una sinergia di alta tecnologia, che plasma e non soltanto assiste il lavoro umano e i suoi derivati, e un sistema di produzione, a base capitalistica di investimento, con cicli a tempi elevati e serrati di gestione delle risorse produttive umane (lavoro) e materiali (materie prime, patrimonio naturale ed artistico). Al di là delle crisi fortissime che sta attraversando non solo sul piano dell’analisi progettuale storica di lungo termine, escatologica, ma su quello, evidente, della cronaca internazionale quotidiana, questo sistema, a modello capitalistico statunitense, perpetua una incentivazione delle preferenze Leggi di Più

Pasolini e il consumismo – riflessioni attuali

Pasolini e il consumismo - Sociologi Famosi .IT

Pier Paolo Pasolini non è stato solo un intellettuale profondo e sensibile, ma è stato un profeta laico: egli ha saputo fondere intuizioni e cultura di rango elevato per mostrarci la vera rivoluzione antropologica, culturale che vi è stata in Italia. Più che il fascismo, poté il consumismo: sono stati lo sviluppo economico rapido pieno di contraddizioni e l’avvento della televisione ad omologare gli italiani verso un edonismo di massa, la ricerca del piacere a tutti i costi, privi di legami con la tradizione e catapultati verso un universo di valori non sentiti e discussi profondamente. Ciò che lega gli italiani oggi, è la ricerca di quei sogni che la pubblicità e le dinamiche mediatiche installano, come software, nelle menti Leggi di Più

La popolarità al tempo del Web

rudy bandiera

Vi siete mai chiesti che cosa sia la popolarità e che cosa comporti? La popolarità si subodora fin dalle scuole elementari, e cambia con il tempo, come cambiamo noi. All’inizio è popolare chi è un duro: i maschietti iniziano a produrre testosterone in quantità, e chi è capace di dimostrare di produrne più degli altri diventa popolare. Il bulletto, quando si è piccoli, è popolare. Poi il suo appellativo cambia da “figo” ad “arrogante” i bambini diventano uomini e si cresce cambiando le nostre scale di valori. Ma alcune cose non cambiano: essere popolari è bello e fa comodo. Al tempo della Rete, in cui tutto è “messo in piazza” ed in cui il seguito raggiungibile è potenzialmente illimitato, la Leggi di Più

La società contemporanea come democrazia bloccata

democrazia bloccata Marcuse

« Una confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà prevale nella civiltà industriale avanzata, segno del progresso tecnico » Herbert Marcuse, nell’opera “L’uomo ad una dimensione”, 1964, analizza con una lucidità sempre attuale le cause della società bloccata. La società bloccata è quella che vede il sistema chiamato democratico impegnato a ricomporre il conflitto, le istanze contrarie allo stesso sistema, “asservendo il pensiero critico al consumo, stroncando ogni istanza conoscitiva con i vecchi e nuovi mass-media”[1]. “E’ un ordine sociale che appare totalitario”, quello considerato da Marcuse, “che permea di sé ogni aspetto della vita dell’individuo e, soprattutto, che ha inglobato anche forze tradizionalmente ‘anti-sistema’ come la classe operaia. In questo modello la vita dell’individuo si riduce al bisogno atavico di produrre Leggi di Più

Presa della Bastiglia – Rivoluzione francese

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Rivoluzione francese: la Presa della Bastiglia di Paolo Gerolla La Presa della Bastiglia – Inquadramento storico Un evento importante come la presa della Bastiglia va inquadrato storicamente per comprenderne appieno cause e ragioni. Gli sperperi della corte e le gravose spese sostenute per le guerre dinastiche e di prestigio, avevano gravemente dissestato le finanze dello Stato francese. Per porre rimedio a questa situazione, Luigi XVI assegnò il ministero delle finanze a Anne Robert Jacques Turgot, barone di Laulne, un insigne economista, che venne però licenziato poco tempo dopo la sua nomina per aver osato proporre la diminuzione delle spese della corte. Il suo successore, il banchiere svizzero Jacques Necker, tentò di evitare la bancarotta dello Stato ricorrendo ad una politica Leggi di Più